Frank Jamin

Frank Jamin

Scenografo (Francia)

 

 

Nel 1998 creando il collettivo G.I.L.L.E.S realizza i suoi primi spettacoli e le sue prime scenografie dentro degli appartamenti o dei padiglioni: Les Choses sont comme elles sont, d’après Barbe-Bleue e Comédie sans fin di Max Aub. Nel 2000 ottiene, in occasione di una performance nella quale mette se stesso in scena, il suo diploma di architetto dplg con una ricerca e finzione d’architettura dedicata agli spazi segreti.
Nel 2001, su invito di Banleuz’art è consigliere e scenografo associato dell’esposizione La Foret aux histoires. Dal 2002 al 2005, crea le scenografie di tre spettacoli di Maie.Hélène Dupont On est fou quand on parle aux ânes, Double Dimanche e Hommes de ma vie en paysage. Nel 2004 è assistente di scena dello spettacolo N’oublie pas ce que tu deviens di Daniel Larrieu. In seguito creerà con lui anche le scenografie di Never mind, Saisons-expérience chorégraphique à propos du paysage, Lux, Ice dream, En piste, Sous la peau, e Astrakan 30 ans de costumes à danser (exposition 2013) Flow 612 (installation 2016). Ha partecipato al contempo alla creazione Unlimited walks al Grand Palais, in occasione dell’esposizione Monumenta / Richard Serra. Invitato dal Centre Musical et Artistique di Fleury-Mérogis, lavora sui progetti Vernissage nel 2006 e La rue est vers l’art nel 2013, un lavoro in loco di installazione e performance; concepisce la scenografia della sedicesima edizione del festival Jazz au Marcille, assieme a Manuel Langevin. Nel 2008 collabora con Dominique Hervieu e José Montalvo alla scenografia di Porgy and Bess di G. Guershwin. Nel 2009 incontra il compositore Nicolas Frize e l’assiste tecnicamente per la costruzione di strumenti e per i diversi dispositivi artistici come Amours en vie del 2013, Il y a un chemin à l’usine PSA, del 2014, o ancora Silencieusement agli Archivi Nazionale nel 2015. Ha lavorato alla realizzazione di un grande mobile sonoro (Commande de Petite h /Hermes).
Nel 2010 concepisce la scenografia di Festin Final di Osman Kassen Khelili, e realizza nel 2011 la scenografia di Eldorado dit la Policier con Vincent Rafis, Denis Lachaud e Laurent Larivière.
Camilla Saraceni gli affida nel 2012, la scenografia di A quoi rèvent les autres di Olivia Rosenthal e collabora costantemente agli stages di Pratiche Teatrali da lei diretti: De la parole au mouvement, tango, Du Theatre au Cinéma. Disegna e conduce parallelamente dei progetti di architettura e s’interessa in particolare alle operazioni che mettono in gioco gli spazi nascosti.

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